Il World Press Photo torna a Napoli con una valanga di emozioni

Posted by on dic 8, 2011 in Articoli, Fotografia | 0 comments

Tim Hetherington era un fotoreporter che viveva dietro le linee nemiche come un soldato che difende la libertà, ma al posto di un M4 o di una Colt, portava con se due occhi, un cuore ed una forza che hanno testimoniato le atrocità delle guerre civili nei luoghi che molti di noi vorrebbero solo dimenticare.

Chris Hondros ha passeggiato, corso, sofferto, fotografato ed emozionato in Kosovo, Angola, Sierra Leone, Lebanon, Afghanistan, Kashmir, the West Bank, Iraq, and Liberia.

Misurata – Sono due i giornalisti rimasti uccisi oggi a Misurata, secondo quanto riferiscono alcuni media. Si tratta di Tim Hetherington e Chris Hondros, di 41 anni, e lavora per l’agenzia fotografica Getty.

I quattro reporter si trovavano in gruppo sulla Via Tripoli, la principale arteria di Misurata, la città a circa 200 chilometri ad est della capitale assediata da quasi due mesi dalle forze fedeli a Muammar Gheddafi. L’arteria è l’epicentro dei combattimenti fra governativi e insorti.

Fonte: http://www.ilsecoloxix.it

Era il 20 Aprile 2011 quando un mortaio a Misurata, in Libia, ha portato via il loro sguardo sul nostro mondo.

Ed è a loro che quest’anno il World Press Photo dedica la propria edizione.
Anche quest’anno la più importante mostra itinerante farà tappa a Napoli, luogo in cui è nato Pietro Masturzo, napoletano, che ha scattato la foto vincitrice a Teheran, il 24 giugno 2009, immortalando alcune donne che nella notte gridano dal tetto di un edificio di Teheran, in segno di protesta contro il regime, nella notte successiva alle contestate elezioni presidenziali.

Quest’anno la foto che è stata giudicata, a ragione, la più significativa ed importante è stata quella della sudafricana Jodi Bieber, pubblicata sul «Time»il primo Agosto 2011, foto che ha vinto tra l’altro anche la categoria «Ritratti individuali».

La foto ritrae la Bibi Aisha, una ragazza afgana appena diciottenne sfigurata dal marito perché andata via di casa.

Il padre di Aisha la promise ad un combattente talebano quando aveva 12 anni per ottemperare ad un obbligo, in una pratica nota come “baad”. Si è sposata a 14 anni, alla stessa età subisce la prima violenza. A 18 anni, fuggita all’abuso, viene catturata e riportata da suo padre da suo marito.
Per scoraggiare altre fughe o rapimenti, l’hanno portata in montagna, tagliato il naso e le orecchie, e l’hanno lasciata lì a morire. [wikipedia]
Ora Aisha sta bene e dopo il clamore della foto è stata portata negli USA per la ricostruzione chirurgica.
Questa è la storia dietro una singola foto, un solo istante che può cambiare il mondo, mi auguro che vi apra la mente e che ci ricordi cosa è davvero la fotografia.
Buona lettura del mio primo articolo e buon World Press Photo al Pan di Napoli.

Informazioni:

Dall’8 Dicembre 2011 al 4 Gennaio 2011
World Press Photo 2011 – Napoli PAN[Palazzo delle Arti Napoli] – Via dei Mille
Chiuso il Martedì
biglietti: 5,00 €
www.worldpressphoto.it / www.neapolisart.org

Tim Hetherington
 http://www.timhetherington.com/mentalpicture/home/176

Chris Hondros
http://www.chrishondros.com 

 

 

Leave a Reply

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>